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Società di Psicoanalisi Critica » Arthur Millar

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Note a margine di una rappresentazione a Milano di “Death of a salesman” di Arthur Miller

Written by Adriano Voltolin. Posted in Articoli, homepage

letteredi Adriano Voltolin

La bellissima regia di Elio De Capitani del dramma Morte di un commesso viaggiatore (Death of a salesman) ci aiuta a considerare il lavoro di Arthur Miller, presentato nel 1949, in una luce parzialmente nuova e diversa rispetto ai temi sempre sottolineati della crisi della famiglia, del sogno americano e del rapporto tra padri e figli. Se si pone attenzione al dramma milleriano avendo presente che solo pochi anni più tardi, tra il 1953 ed il 1954, Adorno, in una serie di conversazioni radiofoniche delineerà il profilo della crisi della famiglia patriarcale così come era stata proposta dalla società, ma soprattutto dalla letteratura borghese[1], risulta più agevole individuare nel drammaturgo statunitense, come nel filosofo tedesco, dei nuclei critici la cui portata dialettica assumerà forme, per noi più familiari, mezzo secolo più tardi.

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