Keynes: Fra economia e psicoanalisi

Written by Giorgio Lunghini. Posted in Archivio seminari

anfiteatroSabato 19 maggio 2012 – ore 9.30

presso Associazione Culturale Punto Rosso
via G. Pepe, 14 – Milano
MM2 Garibaldi

ingresso libero

Keynes: Fra economia e psicoanalisi

Relatore: Giorgio Lunghini

Conduce il dibattito Adriano Voltolin

Secondo Keynes si può amare il denaro per godere dei piaceri della vita oppure per la sicurezza che viene dal possederlo. In questo secondo caso è una passione morbosa che rinuncia sistematicamente al godimento immediato a beneficio di un investimento rassicurante per il futuro. Tale prospettiva si apre alle spiegazioni elaborate da Freud per la coazione a ripetere, ma anche alle tesi di Marx circa l’instabilità del sistema capitalistico. La stessa dicotomia infatti – preferenza per la liquidità oppure aspettativa di rendimenti futuri di beni capitali – si manifesta nelle strategie monetarie, la moneta essendo lo strumento che collega il presente al futuro. Poiché tutte le decisioni sul futuro sono prese sulla base di conoscenze incerte, la loro affidabilità non viene da alcun sistema scientifico – compreso il

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calcolo delle probabilità – ma da una intesa fra i soggetti della comunità, tale per cui i mutamenti delle opinioni circa il futuro influenzano la situazione

presente. Quando tale intesa è molto indebolita e l’incertezza e l’instabilità raggiungono livelli particolarmente alti, il possesso della moneta culla la nostra inquietudine.

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Giorgio Lunghini

Grande conoscitore del pensiero economico è autore di scritti in tema di storia e critica delle teorie economiche, di teoria del valore, del capitale e della distribuzione, di teoria della crescita e della disoccupazione. Autorevole esponente del pensiero economico eterodosso, ha collaborato e collabora con testate, periodici e associazioni culturali di sinistra, tra cui Il Manifesto, Critica marxista, La rivista del manifesto ed è membro del Coordinamento dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra e della Fondazione Giuseppe Di Vittorio. In collaborazione con Mariano d'Antonio ha curato per la casa editrice Bollati Boringhieri l'edizione del Dizionario di Economia Politica (16 volumi pubblicati dal 1982 al 1990), per questo ha ricevuto il premio Saint Vincent. Sempre per lo stesso editore ha curato e introdotto negli anni novanta alcune raccolte di scritti di John Maynard Keynes, di Antonio Gramsci, di John Ruskin, e di Ezra Pound in materia di Economia Politica.
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