Del degrado della civiltà

Written by Franco Romanò. Posted in Articoli

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Il web è impazzito alla notizia della prima maratona di masturbazione che si è tenuta in Europa, precisamente in Danimarca. Le notizie sono tante e a quanto capisco con dovizia di particolari. Non mi interessa questo ma la cosa in sé, sintomo di un corto circuito che ha superato la penultima barriera che dovrebbe separare ciò che è pubblico da ciò che è intimo, non personale, che è altra cosa.

degrado_civiltaLa masturbazione è forse l’atto più intimo che esista. Canetti ne indicò un altro di spazio intimo, in Massa e potere, quando scrive che gli esseri umani non sono mai tanto soli come quando stanno insieme ai propri escrementi. Il Grande Fratello ci aveva già tolto questo, ma ora questa ennesima tappa, la penultima: dopo di essa solo il suicidio di massa (fin qui praticato solo da alcune sette religiose), ci separa dal tracollo finale. Cosa stanno a indicare tali comportamenti? Lasciamo stare la rete, che di certo li amplifica ma di per sé non li crea, perché il fatto nasce prima, sia nell’idea di chi ha concepito la maratona, sia nell’adesione che a giudicare dai siti che ne hanno parlato nei giorni successivi, deve essere stata discretamente elevata. I numeri però dicono solo in parte il significato: fossero anche stati pochissimi i partecipanti, sarebbe ugualmente rilevante.

Freud definì a suo tempo con un termine mal tradotto in italiano, che certi comportamenti, nel loro passaggio da individuali a collettivi, perdevano il significato di allarme cui venivano associati quando erano – appunto – comportamenti individuali. Fuori di metafora: se qualcuno si masturba in pubblico incorre nelle sanzioni della legge oltre che in quelle del cattivo gusto, mentre se diventa un gioco di società ecco che esso si trasforma in un comportamento accettabile. Gli esempi possono essere molti di più. Se noi andassimo dal negoziante di frutta che conosciamo chiedendogli di venderci due chili di albicocche e ci sentissimo rispondere che per farlo dobbiamo portarne quattro in garanzia (era una scena dell’esilarante Johnny Stecchino di Benigni), ci sentiremmo subito assai preoccupati per la sua salute mentale; però se il Presidente della Banca Centrale Europea, afferma con forza che dobbiamo consumare di più per fare ripartire l’economia, ma che è assolutamente indispensabile ridurre salari e spesa pubblica, la cosa viene ritenuta del tutto normale. Perché?

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Freud rispose indirettamente affermando che ci sono delle nevrosi collettive, ma sarebbe più opportuno tradurre con nevrosi della comunità. La maratona masturbatoria, non è un semplice comportamento collettivo il cui significato non si estende oltre il gruppo di chi vi avrà aderito, ma indica qualcosa di più e d´altro, mentre le ricette economiche di Draghi come di altri vengono prese in considerazione perché egli non fa altro che ripetere un dogma reso scientifico dalla comunità dei tecnici del capitale che gestiscono insieme ai governi, le politiche economiche. L’illogicità dell’assunto, che non ha nulla di scientifico – come sappiamo – ma altre radici, se ripetuto collettivamente e accettato da una massa critica di persone, cessa di essere illogica. Reich definì a suo tempo e cioè alla nascita de

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nazionalsocialismo, tale fenomeno di massa come peste sociale. Questo meccanismo spiega molto meglio di

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tanti discorsi tutti gli Hitler passati e quelli futuri, quale che sia il loro camuffamento del momento.

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Franco Romanò

Franco Romanò

Scrittore, critico letterario e poeta, è vicepresidente della Società di Psicoanalisi Critica. Ha pubblicato romanzi, poesie e saggi critici su varie riviste specializzate. Attualmente è condirettore della rivista “Il cavallo di Cavalcanti”.
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