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GARCÍA MÁRQUEZ ANTICIPA IL CORONAVIRUS

Written by laura. Posted in Articoli, homepage

di Eva Gerace

QUALCOSA DI MOLTO GRAVE SUCCEDERÁ IN QUESTO BORGO
Immaginatevi un borgo molto piccolo, dove c’è una signora vecchia che ha due figli, uno di 17 e una figlia di 14. Gli sta servendo la colazione e ha un’espressione preoccupata. I figli le domandano quello che le succede e lei risponde:
– Non so ma mi sono alzata con il presentimento che qualcosa di molto grave sta per accadere a questo borgo.
Loro si burlano della madre. Dicono che quelli sono presentimenti da vecchi, cose che accadono. Il figlio va a giocare a biliardo e nel momento in cui va a tirare una carambola semplicissima, l’altro giocatore gli dice:
– Scommetto un peso che non la fai.
Tutti ridono. Lui ride. Tira la carambola e non la fa. Paga il suo peso e tutti gli domandano cosa fosse successo, se era una semplice carambola. Risponde:
– È certo, però mi è rimasta la preoccupazione di una cosa che mi ha detto mia madre questa mattina su qualcosa di grave che succederà a questo paese.
Tutti ridono di lui, e chi ha vinto il peso ritorna a casa, dove sta con sua mamma o una nipote o infine qualsiasi parente. Felice con il suo peso, dice:
– Ho vinto questo peso a Damaso nella maniera più facile perché è uno stupido.
– E perché è uno stupido?
– Per l´amor del cielo, perché non ha potuto fare una carambola facilissima impedito dall’idea che sua mamma si è alzata oggi con il presentimento che qualcosa di molto grave accadrà in questo borgo.
Allora sua madre gli dice:
– Non burlarti dei presentimenti dei vecchi perché a volte si realizzano.
La parente lo sente e va a comprare della carne. Chiede al macellaio:
– Mi venda 500g. di carne – e nel momento in cui gliela sta tagliando, aggiunge -:
Meglio mi venda un chilo, perché vanno dicendo che qualcosa di grave accadrà e la cosa migliore è stare preparati.
Il macellaio prepara la sua richiesta e quando arriva un’altra signora a comprare mezzo chilo di carne le dice:
– Compri un chilo perché sta venendo la gente dicendo che qualcosa di molto grave accadrà, e si sta preparando comprando cose.
Allora la vecchia risponde:
– Ho vari figli, guardi, meglio che mi dia due chili.
Si porta i due chili; e per non dilungarmi, dirò che il macellaio in mezz’ora termina la carne, ammazza un’altra vacca, la vende tutta e si va diffondendo la diceria. Arriva il momento in cui tutti, nel borgo stanno aspettando che succeda qualcosa. Si fermano le attività e all’improvviso, alle due del pomeriggio, fa caldo come sempre.
Qualcuno dice:
– Vi siete accorti del caldo che sta facendo?
– Ma se in questo borgo ha fatto sempre caldo!
(Tanto caldo che in questo borgo i musicisti avevano gli strumenti rammendati con catrame e suonavano sempre all’ombra perché se suonavano al sole gli cadevano a pezzi.)
– Tuttavia – dice uno -, a quest’ora non ha mai fatto tanto caldo.
– Ma alle due del pomeriggio è quando fa più caldo.
– Sì, però non tanto caldo quanto ora.
Improvvisamente un uccellino scende nella piazza deserta, e si diffonde la notizia:
– C’è un uccellino in piazza.
E tutti vengono, spaventati, a vedere l’uccellino che scende.
– Ma signori ci sono sempre stati uccellini che scendono.
– Si, però mai a quest’ora.
Arriva un momento di tale tensione per gli abitanti del paese, che sono tutti disperati, vorrebbero andarsene ma non hanno il coraggio di farlo.
– Io sì sono molto macho – grida uno -. Io me ne vado.
Prende i suoi mobili, i suoi figli, i suoi animali, li mette su un carro e attraversa la strada principale dove c’è lo sciagurato popolo che lo guarda. Fino al momento in cui dicono:
– Se questo osa, allora anche noi ce ne andiamo.
E cominciano a spogliare letteralmente il borgo. Si portano via le cose, gli animali. Tutto.
E uno degli ultimi che abbandona il borgo, dice:
– Che non arrivi la disgrazia su quello che rimane della nostra casa – e allora l’incendia e anche gli altri incendiano le loro case.
Fuggono in un tremendo e vero panico, come in un esodo da guerra, in mezzo a loro va la signora che ebbe il presagio, esclamando:
– Io l’ho detto che qualcosa di molto grave sarebbe passato, e mi hanno detto che ero pazza.
Fine.
Algo muy grave va a suceder en este pueblo, racconto di Gabriel García Márquez.

L’autore ci mostra come si fugge da un tremendo e vero panico: come in un esodo da guerra. In questa storia il paziente zero lo abbiamo trovato è la signora, la pizia che sentenzia: Io l’ho detto che qualcosa di molto grave sarebbe passato, e mi hanno detto che ero pazza.
L’identificazione panica produce questi effetti. Quando c’è un pericolo imminente, vero o immaginario, i meccanismi intrapsichici, l’influenza psichica può essere più forte o letale che un virus. Sappiamo che c’è un timore ancestrale quando qualcosa di ignoto o senza possibilità di capire o da guarire si avvicina, ci tocca. Soprattutto quando non possiamo essere lontani da ciò, allora la fuga, come nel racconto di García Márquez, verso fuori, o chiusi dentro, appaiono come unica possibilità. Basta guardare o leggere le notizie di questi giorni, supermercati presi d’assalto, scaffali vuoti, la gente che neanche si guarda, coprendosi con mascherine, si incolpano gli stranieri, il virus del razzismo ha influenzato come mai!
Se ragioniamo un po’ i diversi motivi per fare salire il panico a un’epidemia delirante è più frequente oggi che in altre epoche, delle società che apparentemente hanno raggiunto delle libertà che non avevano prima, paradossalmente mostrano una società liquida, ossia, vuota di ideali, presa dal panico, smarrita, che ha delle difficoltà per associarsi e creare delle reti di sostegno, di comunicazioni produttive, molto necessarie per poter attraversare una problematica come questa.
Freud ci ha parlato del malessere della vita, oggi c’è una grande fatica dovuta alla corsa verso il progresso. Non c’è tempo per riflettere, nel baratro della cultura neoliberista, ognuno fa la propria lettura di questo virus, sia politica, religiosa, sociologica, medica, sia pessimista, angosciata, pazza; ma ci sono anche quelli che restano attenti, senza allarmismi, cercando di capire i passi a seguire, da fonti serie come i consigli che l’OMS o il Ministero della Salute comunicano per evitare l’infezione.
Sappiamo che quando arrivano delle cose che non si capiscono, anche se sono cose che si sono volute, appare la paura. La paura della paura … Quando si soffre per non capire, man mano si va entrando in uno stato di panico. Lacan afferma che L’uomo sempre ha saputo adattarsi al male. Il reale, posso pensare per esempio il coronavirus, il solo reale concepibile al quale abbiamo accesso è precisamente questo e dobbiamo darci una ragione. Dare un senso alle cose in un altro modo. Altrimenti l’uomo non avrebbe angosce.
Se non c’è un senso, un cerchio dove sostenersi, se non si capisce, c’è smarrimento, panico. Se continuiamo con gli insegnamenti di Freud, possiamo comprovare un’altra volta che l’uomo, la donna, nella massa perdono la propria singolarità e la coscienza di sé, per questo, diventano più aggressivi.
Chi si dà l’opportunità discorsiva è più protetto. Nelle esperienze vissute durante un terremoto, oltre il movimento tellurico o crollo delle case, si ha dimostrato che la quantità più grande di vittime sono dovute al panico. Il lavoro preventivo è fondamentale. Il dialogo che dà la possibilità di capire, le trasmissioni anche sui social dovrebbero limitare le risposte irragionevoli dovute al panico, senza mai negare la realtà.
Siamo sommersi nei discorsi dei Poteri, circondati di virus di paure e di razzismo, ma possiamo anche limitarli con una parola che ci aiuti a trovare le differenze, a non scappare, ad essere presenti per potere prevenire al massimo possibile l’influenza del panico, della violenza, dello smarrimento. Ad ascoltarci sulle paure che avevamo prima di coronarle in questo virus.
Una vera psicoprofilassi: farsi qualche domanda prima di agire tempestivamente.

Tra radicalità e delusione: Andrea Camilleri

Written by laura. Posted in Articoli, homepage

di Adriano Voltolin

L’eredità che ci lascia Andrea Camilleri, quella che almeno pare la principale, è il grido assordante che ci viene da tempi lontani e che i grandi intellettuali siciliani paiono trasmettersi affinché qualcuno forse un giorno lo ascolti: da Verga a Sciascia a Pirandello, da Bufalino a Tomasi di Lampedusa e a Camilleri lo strazio dei vinti fa da contrappunto a quella ingiustizia come pratica delle classi dirigenti come l’ha chiamata Emanuele Macaluso commemorando l’amico e il compagno scomparso sulle pagine del Manifesto del 18 luglio 2019. La voce che viene dalla Sicilia attraverso i suoi intellettuali ci parla di una terra sconciata dalla soperchieria e dalla speculazione e di una classe dirigente che è, come aveva scritto Luigi Russo commentando il celebre passo manzoniano del “sopire e troncare, troncare e sopire”, caratterizzata da una impotenza di politico, che gira le difficoltà, le dissimula, le maschera invece di affrontarle. E’ la piccola politica farisaica che lascia le cose al punto di prima, corrompendole e lasciandole imputridire.

SADICI DAL CUORE PURO*:REAZIONI ALLE MORTI DEI MIGRANTI NEL MAR MEDITERRANEO UNA LETTURA PSICOANALITICA

Written by laura. Posted in Articoli, homepage

CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN TEORIA CRITICA DELLA SOCIETÀ
UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA

di Fiorella Fioretto

Maggio 2019

UN BERSAGLIO UTILE
Il clima politico italiano attuale è teatro perfetto per l’osservazione di fenomeni di creazione di nemici allo scopo di mantenere e rafforzare un pregiudizio sottoculturale e di preferenza politica. La logica in base alla quale “s’aimer, c’est haïr le même ennemi : j’épouserai donc votre haine”[1] viene adoperata quotidianamente; in questo breve saggio prenderemo in considerazione alcuni social networks (in particolare le pagine ufficiali Facebook e Twitter del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Interni Matteo Salvini) come luoghi virtuali di aggregazione di un determinato gruppo di persone, quello che sostiene il Capitano quasi sempre e, quasi sempre, in maniera fondamentalmente acritica.

I DUECENTO ANNI DALLA NASCITA DI MARX

Written by laura. Posted in Articoli, homepage

UNA NECESSARIA PREMESSA
I duecento anni dalla nascita di Marx, avvenuta il 5 maggio del 1818, è bene vengano celebrati non solamente perché si tratta del bicentenario della nascita di un uomo che, come pochi altri nella storia del mondo, è stato in grado di conquistare alle sue idee milioni di uomini che hanno, con il loro lavoro e le loro lotte, fatto, con i loro grandi meriti ed i loro grandi errori, la storia dalla metà del diciannovesimo secolo agli attuali albori del ventunesimo, ma soprattutto perché, ancora una volta, la celebrazione di un anniversario che riguarda il fondatore del “socialismo scientifico” coglie il mondo, quello capitalistico certamente, ma anche tutti quei paesi che ne sono in qualche maniera satelliti, immerso in una crisi strutturale che, appunto, Marx ci ha insegnato essere lo stato di normalità e non l’eccezione nel modo di produzione del capitale e nel mondo che gli si conforma.

MORTE E VITA IN SCENA: Dario Fo e Bob Dylan

Written by Segreteria. Posted in Articoli, homepage

letteredi Franco Romanò

Premessa

La coincidenza temporale dei due eventi starebbe benissimo in una commedia di Dario Fo e Franca Rame e penso pure che la notizia del Nobel a Dylan avrebbe fatto sorridere di contentezza Dario se avesse avuto qualche ora in più di vita per udirla. I due diversi tempi si sono sfiorati, quasi una beffa riuscita o l’ultima battuta di un attore che esce di scena. Fra i due premi ci sono affinità e anche differenze, ma quello che importa notare in prima istanza è che la scelta compiuta dall’Accademia svedese, reitera uno strappo che era già avvenuto con Fo. Tale seconda rottura è più vistosa, dunque il problema è assai più complesso e occorre distinguere i due casi e poi tentare una riflessione di sintesi.

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