Armando De Vidovich, ha operato per molti anni nel mondo del marketing e della pubblicità con una propria impresa (Flauto Magico), affiancando a questa attività collaborazioni in ambito accademico (Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena) e in imprese pubbliche e private come consulente nei settori Organizzazione e Sviluppo.
Animato da interessi compositi per la musicologia e la filosofia del linguaggio, si dedica allo studio dei rapporti fra psicoanalisi e arte, in particolare musica, design e architettura, letteratura.
Leggere la città – Quattro testi di Paul Ricoeur, a cura di Franco Riva, Castelvecchi, 2013 Leonardo Benevolo, La fine della città, a cura di Francesco Erbani, Laterza, 2011 La città buona, la città cattiva, Costruzioni Psicoanalitiche, a XI – n. 22/2011
C’è una interessante osservazione di Carr ripresa durante il seminario SPC di Paolo Vignola del 26 gennaio 2013:
Quello che stiamo sperimentando è, in senso metaforico, un’inversione di tendenza del percorso iniziale della civiltà: da coltivatori di conoscenza personale ci stiamo evolvendo in cacciatori e raccoglitori nella foresta elettronica dei dati.
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